giovedì 24 agosto 2017

HELLBLADE SENUA'S SACRIFICE RECENSIONE video gioco

Ciao a tutti oggi recensiamo un video game !
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Hellblade Senua’s Sacrifice è un viaggio. .dentro all'inferno della propria mente.
Un gioco dal gameplay minimale forgiato in buona parte sul tema  della psicosi, ed esaltato da un comparto audio-visivo estremamente suggestivo ed evocativo.
Nella nostra avventura nei panni di Senua i, una guerriera celtica diversa dalle altre poichè affetta da disturbi psichici ma intenzionata a raggiungere niente meno che Hel, il luogo che nella mitologia Nordica rappresenta l’inferno con l’obbiettivo di salvare l’anima del suo amato Dillion vittima della brutalità dei Vichinghi venuti dal nord.
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Il gioco, sviluppato da Ninja Theory (team indipendente composto da una dozzina di persone), è distribuito esclusivamente in formato digitale e pur presentando uno standard qualitativo degno di un titolo tripla A viene commercializzato al prezzo estremamente ridotto di 29,90. Hellblade ha in pochi giorni scalato le classifiche dei giochi più scaricati dal PS Store e spaccato la critica suscitando per lo più ammirazione ma anche critiche sia nelle recensioni delle varie testate di settore sia nei relativi commenti degli utenti.
Partiamo dalla trama  che ci mette nei panni di una giovane guerriera celtica in viaggio verso Hel ed in cerca di redenzione per l’anima del suo amore defunto Dillion.
Il motivo del viaggio e come sia giunta fin qui è qualcosa che viene rivelato con il proseguire della trama. Senua non è una normale guerriera, sin da bambina è affetta da psicosi della mente molto forti che le fanno percepire in modo diverso la realtà che la circonda, voci dettate da ansie e paure le offuscano la mente fino a farle perdere la distinzione tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Eppure lei non si arrende, spinta dall’amore in cerca della ragione continua ad avanzare in un viaggio che è una vera propria discesa all’inferno, una prova di forza contro le proprie angosce, le paure e i traumi che hanno coronato la sua vita. Il racconto parte lento, le risposte arrivano pian piano e la trama incalza sul finale dipingendo un quadro che inizialmente si può appena intravedere. Pur risultando a tratti confusa come la stessa mente di Senua la storia merita il plauso per i temi profondi trattati, in un mondo che considera ancora il media videoludico un affare per ragazzini la storia di Senua e la sua maturità arrivano come una manna dal cielo. Coraggiosa, profonda, educativa e sensibile. Questa la trama di Helblade’s.
Venendo al gameplay  il gioco è molto più semplice di quel che si può pensare ma al contempo innovativo nel sfruttare i sensi del giocatore per guidarlo lungo un percorso comunque assolutamente lineare e privo di bivi. Si tratta di un gioco che intervalla molti momenti di puzzle solving ambientale a frequenti combattimenti in terza persona entro arene di gioco ben delimitate.
Tra i puzzle e i combattimenti ci sono le camminate, null’altro. Potrebbe sembrare piuttosto semplicistico ed in un certo senso lo è ,soprattutto all’inizio la banalità degli enigmi da risolvere è piuttosto disarmante ma migliora man mano che si procede e si rivela a suo modo brillante sul finale ricorrendo a espedienti discretamente innovativi basando appunto gli enigmi su quelle che sono un po’ le problematiche che una persona psicotica si trova ad affrontare nel quotidiano, doversi concentrare, mettere a fuoco , camminare guardando oltre i muri illusori che la nostra mente ha costruito.
Ci sono effettivamente momenti soprattutto sul finale dove il gameplay brilla e dice la sua ma sono effettivamente pochi rispetto al peso totale dell’avventura. Questa parte del gameplay è pur sempre la più minimale ed è quella che annoia di più soprattutto dall’inizio fino a metà circa del viaggio. Venendo ai combattimenti ci troviamo di fronte ad altrettanta semplicità, due attacchi di cui uno forte ed uno leggero, un tasto per parare e uno per schivare. Parando al momento giusto si può sbilanciare il nemico e attaccarlo con contromosse speciali. La telecamera è molto vicina alle spalle del giocatore, da un lato dona quel senso di “presenza” che però non permette una visuale completa del campo di battaglia quando su schermo ci sono più nemici. Sarà impossibile per cui accorgersi di un nemico che arriva alle spalle ed è qui che il comparto audio, travestito da vocine nel cervello arriva in aiuto del giocatore avvisandoci del pericolo con frasi del tipo: “dietro di te!”.Perchè sebbene la vita sia stata crudele con la ragazza lei ha imparato a sfruttare la sua paranoia in battaglia , occhi spalancati che non dormono mai , attenzione costante in attesa di un pericolo che potrebbe non esserci sono la sua salvezza e le permettono quasi di premonire gli attacchi e la loro provenienza. Nonostante il combattimento sia semplice il comparto audio e gli effetti visivi gli donano una carica viscerale che pochi altri giochi riescono a raggiungere. La vista si annebbia, le voci ci incoraggiano o ci condannano mentre il nemico che ci ha mandato al tappeto si avvicina per finirci …focalizzarsi e rialzarsi per colpire ancora qualcosa che sembra insuperabile ma non lo è…non sarà miglior combat system di sempre…ma la resa emotiva è più che valida e lì dove non arriva il gamplay arrivano le immagini e i suoni a galvanizzare il giocatore. Passando infine al comparto grafico non si può che rimanere affascinati,i paesaggi nordici sono incantevoli gli effetti ottimi ma ciò che supera qualunque altra produzione sino ad ora è la resa della protagonista ,il motion capture delle espressioni facciali è incredibile ma non tanto per la tecnica computer bensì per l’interpretazione incredibile di Melina Juergens, degna di un attrice da oscar. Non bastano le parole occorre vedere per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Non mi meraviglierei se la ragazza venisse ingaggiata in futuro da qualche produzione Holliwoodiana, la malattia, l’ansia , l’angoscia traspaiono da suoi occhi attraverso lo schermo bucandolo e arrivando dritto al cuore del giocatore.
Per i personaggi comprimari sono state usate tecniche videorealistiche, in pratica il volto reale di attori in carne ed ossa traspare sullo schermo come un film vero e proprio che si affaccia nel video. Scelta che stona un po’ ma che comunque calza con l’idea che questi personaggi appaio nella mente di Senua come appunto visioni dal passato nella sua mente. Tutte le tecniche usate per svolgere questo lavoro sono mostrate con un interessante documentario incluso che mostra il “making of” del gioco. Veniamo quindi alle conclusioni. Hellblade è un gioco diverso, coraggioso pretenzioso su alcuni aspetti ma carente su altri. L’accoglienza che gli riserverà il giocatore è molto sogettiva , se siete persone pragmatiche che cercano in un gioco dinamiche profonde e appaganti ma variegate e molteplici potreste rimanere delusi , se considerate un gioco per il suo gameplay effettivo a prescindere dalla storia che ci sia dietro o a prescindere dall’impatto visivo e sonore non troverete molto qui. Ma se le vostre sono corde che si lasciano toccare da storie empatiche rese ancora più forti da suoni e immagini al meglio che si possa fare …allora vivrete e goderete di una storia dalla carica emotiva immensa. Amore, disperazione, coraggio sono i fili che muovono il gioco .Farete un viaggio che vi farà restare lì anche dopo aver spento la tv e riposto il joypad.
Il gioco è disponibile su ps4 tramite download digitale dal ps store.
ecco qualche screenshot preso da web
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Recensione a cura 
di Abracadrabra
Lo conoscevate?Cosa ne pensate?

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